Speciale TdV9 | Miguel Bonneville, The importance of being Simone de Beauvoir

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© Enea Tomei

© Enea Tomei

di e con Miguel Bonneville
supervisione alla drammaturgia  João Manuel de Oliveira
luci Nuno Patinho
musiche originali Susana Santos Silva
costumi Mariana Sá Nogueira
video e foto Joana Linda
produzione  Horta Seca Associação Cultural
produzione esecutiva  Cristina Correira
finanziamenti di  Direcção Geral das Artes (PT) e La Fundación (ES)
 

Teatri di Vetro 9, 14 novembre 2015, Carrozzerie N.O.T.

 

Nella penombra dello spazio di Carrozzerie N.O.T. – rivoluzionato in occasione di questa performance, inserita nel programma del festival Teatri di Vetro – si intravede la silhouette di un corpo femminile, nudo, che passeggia avanti e indietro, dando le spalle al suo pubblico. L’effetto è stupefacente e straniante, poiché i presenti sono a conoscenza del fatto che il performer è di sesso maschile. Miguel Bonneville, classe ’85, ci racconta della femminilità, avendone studiato minuziosamente le caratteristiche, senza tralasciare o rendere macchiettistici il movimento e l’atteggiamento.

Come lui stesso ha raccontato in una conversazione fatta con la nostra redazione in occasione di questa performance romana, il lavoro è stato profondamente influenzato dal pensiero e dalla vita di Simone de Beauvoir, partendo da una delle sue massime più conosciute: “Non si nasce, ma piuttosto si diventa una donna”. Questa citazione si concretizza realmente sulla scena, non rimanendo un semplice spunto per il performer. La realtà di questa donna che si mostra al pubblico è palpabile e concreta. Bonneville aggiunge ironia all’essere donna della sua protagonista, che passando da un ambiente all’altro dello spazio scenico ci porta nel suo mondo privato di pensieri ed emozioni, riservato a se stessa, e che il pubblico deve spiare, ritrovandosi quindi in un atteggiamento voyeuristico. Il suo prendere posto davanti al pubblico, esponendosi negli atteggiamenti studiati privatamente si rivela essere una specie di gogna dove mostrarsi fragile è un rischio.

Non viene espressa neanche una parola: con estrema rilassatezza Bonneville trattiene lo sguardo del suo pubblico, che rimane letteralmente incantato e incuriosito. La sensazione palpabile è quella di persone che si chiedono cosa aspettarsi, quale lato nascosto della donna scopriranno e con quale abile escamotage Bonneville riuscirà a non farsi staccare gli occhi di dosso. Una donna alle prese con la scelta di un colore di capelli, che racconta il suo amore/odio attraverso il labiale di una canzone degli anni ’50 – P.S. I love you nella versione degli The Hilltoppers –, che si abbandona all’intimità di un giaciglio, che diventa sfrontata. Una donna che nonostante il sostegno della propria cultura e il riconoscimento pubblico della bravura e intelligenza torna alla sua stanza in solitudine, stanca di queste dimostrazioni inutili atte solo a convincere gli altri, a trovarsi un posto in una società che le addebita la colpa di essere non convenzionale e indipendente.

 ©Enea Tomei

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Autore

Ludovica Avetrani

attrice, danzatrice, curiosa. caporedattrice delle sezioni di teatro e danza. odia le maiuscole.

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