La didattica dell'odio

1

Cosa succede quando il presidente del consiglio Sirio Romano decide di farsi amare dai suoi elettori? Semplice: basta un pretesto e si scatena una guerra contro l’odio. A ribaltare la situazione Dario Sensoli, professione comico. Questo e molto altro nel primo romanzo di Danilo CipolliniLa didattica dell’odio.

   Titolo: La didattica dell’odio

   Autore: Danilo Cipollini

  Casa Editrice: Bel-Ami Edizioni

  Anno di pubblicazione: 2012

«Quella stessa rana messa nel pentolino di colpo alla temperatura critica che ne causerebbe la morte non esiterebbe un secondo a saltare fuori. La nostra rana, invece, viene educata alla temperatura e in questo modo uccisa». Educati ad amare e ad allontanare i sentimenti di astio, ci ritroviamo confusi e immaturi quando cerchiamo di gestire l’odio. Nel primo romanzo di Danilo Cipollini una campagna elettorale che rende illegale il sentimento di odio diventa teatro di una battaglia che va oltre la politica stessa e i suoi protagonisti. La trama avvincente, intricata, che non fa mancare colpi di scena, stimola il lettore a porsi delle domande: che cos’è l’odio? Perché è considerato un sentimento da evitare?

Se fossimo noi ineducati a viverlo? Così nasce la Didattica dell’Odio: portavoce un comico, successivamente catapultato nelle ambiguità della politica. Tra rane, favole e miti ritroviamo riflessioni su cosa sia questo sentimento, che non è antagonista dell’amore bensì il suo alter ego, entrambi complementari e necessari l’uno all’altro. Perché l’odio è un sentimento che appartiene alle specie che hanno una struttura sociale articolata? Perché le altre specie animali non lo provano? Semplicemente perché ognuno di loro assolve il ruolo che madre natura ha assegnato mentre noi abbiamo la necessità di valorizzare l’io, troppo spesso messo da parte per l’altro.

Se fosse l’amore a sottometterci? È la competizione a ristabilire l’ordine; l’eccesso di amore o di odio porta alla morte e noi siamo come quella rana: se ci abituiamo al calore ci lasciamo morire, mentre uno stimolo improvviso ci porta a lottare ed è proprio così che dovrebbe essere. Non siamo cappuccetto rosso, non abbiamo bisogno del cacciatore che ci venga a salvare da noi stessi e dalla nostra ingenuità. Abbiamo coraggio, abbiamo la possibilità di accedere a illimitate informazioni, sviluppiamo le nostre doti intellettive e diventiamo sempre più forti. Il coraggio è una dote, non facciamolo degenerare in sconsideratezza, il prezzo da pagare potrebbe essere caro, ma ne vale assolutamente la pena se il risultato sarà cambiare le cose.

Siamo delle isole ma nei momenti di difficoltà, come quando piove nelle grandi città, abbassiamo le nostre difese e permettiamo all’altro di avvicinarsi. Cosa bisogna fare? Chiudere l’ombrello e bagnarsi sotto la pioggia oppure aprirlo e condividere il riparo?

Il libro è nato quando un professore ha rifiutato l’odio come argomento di tesi di laurea, il che ha permesso all’autore di rimboccarsi le maniche e comprendere che la sua idea non era banale; Cipollini non si è arreso e portando avanti la sua individualità si è dimostrato addirittura profetico. La grande capacità comunicativa del testo e l’amara ironia permettono di andare oltre i fatti descritti e di valorizzare la riflessione individuale: una risata sardonica contro l’asservimento politico a favore dell’indipendenza intellettuale.

Print Friendly, PDF & Email
condividi:
   Send article as PDF   

Autore

Martina Crapanzano

Nata a Catania il 20 giugno 1990, ha vissuto a Roma per conseguire la laurea in Filosofia alla Sapienza. Adesso vive a Torino e frequenta la Scuola Holden.

1 commento

  1. Pingback: Intervista a Danilo Cipollini | Pensieri di cartapesta

Lascia un Commento

Continuando ad utilizzare il sito, l'utente accetta l'uso di cookie. Più info

Le impostazioni dei cookie su questo sito sono impostati su "consenti cookies" per offrirti la migliore esperienza possibile di navigazione. Se si continua a utilizzare questo sito web senza cambiare le impostazioni dei cookie o si fa clic su "Accetto" di seguito, allora si acconsente a questo.

Chiudi