Aton – Dino Verga – Danza: The silent Cage. Un omaggio a John

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Sono sei gli appuntamenti con The silent Cage. Un omaggio a John di Dino Verga presso il Teatro Greco: 18 e 25 novembre, 2, 9 e 23 dicembre.

The silent Cage. Un omaggio a John
Ideazione, regia e coreografia: Dino Verga
Interventi coreografici: Luca Della Corte – Luca Russo
Musiche: John Cage – Rioji Ikeda
Interpreti: Veronica Cionni – Luca Della Corte – Luca Russo – Dino Verga
Foto: Enzo Maniccia

Dal 18 novembre al 23 dicembre 2012 – Teatro Greco, Roma

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Il lavoro è dedicato al grande compositore americano John Cage, che ha a lungo collaborato con Merce Cunningham, scomparso da pochi anni. Dino Verga, caposaldo dello studio della tecnica Cunningham nella capitale, non poteva che partecipare alla serie di omaggi artistici realizzati in memoria del celebre musicista, a dieci anni dalla morte.

La scena di apertura è buia e nebbiosa. Una figura vestita di nero danza illuminando solo alcune parti del suo corpo, avvolto nell’oscurità di un fumo tanto denso da aver invaso la platea del teatro.Al termine di una simile introduzione, vengono proposte delle registrazioni in cui John Cage spiega il suo punto di vista sul silenzio. Contemporaneamente, la scena appare letteralmente ricoperta di fotografie del compositore, come se il palco fosse un altare in suo onore. Tre danzatori conquistano la scena, con dei movimenti puri, fatti di linee, off balance ed equilibri che non lasciano spazio all’immaginazione: si tratta di un movimento ammaliante perché tecnicamente definito e deciso. Si succedono assoli, passi a due e a tre che danzando si rincorrono, sequenze coreografiche che si ripetono e combinazioni di gesti in cui due danzatori si alternano. L’espressività diretta e algida è supportata da doti tecniche equilibrate, raffinate e precise.

La danza di Dino Verga è tecnica e precisa, nell’alternarsi di ritmi e dinamiche che variano lungo tutta la durata del lavoro. L’inserimento di una donna dado rimanda alla musica aleatoria – dal latino alea, che significa ‘dado’ -, che ha caratterizzato il pensiero di Cage e la sua lunga collaborazione con Merce Cunningham. Si procede con l’alternanza delle diverse sequenza: mentre ogni interprete esegue il suo segmento di coreografia, viene osservato dagli altri danzatori. Il rapporto con la musica è particolare: non per forza in movimento e il suono devono aderire l’uno all’altro. E agli occhi dello spettatore esterno è difficile definire quale sia lo spazio delimitato da Dino Verga.

Nel finale, fatto di forme offuscate dal fumo, i sei interpreti si riuniscono in cerchio e – come in una danza rituale – spengono l’azione. La conclusione è fatta di fumo, che torna come all’inizio, e di luci che si infrangono sulle forme dei corpi danzanti: luci che vengono gradualmente spente.

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