Enrico Mianulli Cool Jazz Orchestra | Birth of the Cool

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Giambattista Gioia (tromba), Luca Rizzo (sax alto), Maurizio Leoni (sax baritono), Davide Di Pasquale (trombone), Simone Graziani (corno), Agostino Marzoli (tuba), Stefano Angeli (piano), Enrico Mianulli (contrabbasso/dir.), Dario Panza (batteria).
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Dove CSOA ExSnia, via Prenestina 173, Roma
Quando venerdì 20/07/2014, h. 22.30
Rassegna Jazz al Popolo 2014
 

Spezzettare la storia del jazz in un susseguirsi di momenti distinti lungo le decadi del ‘900 è sicuramente riduttivo e a farne le spese è l’intrinseca indeterminatezza di un genere dai confini ampi, in cui ogni interprete costituisce un mondo e una storia a sé. Si possono però individuare degli spartiacque, delle formazioni o degli LP che hanno demarcato uno stile da cui si sono sviluppate nuove idee e nuove concezioni. Uno di questi è, senza dubbio, l’album The Birth of the Cool, frJ2P_2014-1utto della prima collaborazione tra Miles Davis e Gil Evans, registrato alla fine degli anni ’40 e pubblicato nel 1957: dodici tracce, una formazione insolita (nove elementi, tra cui un basso tuba e un corno francese) e una centralità assoluta per la figura dell’arrangiatore nel coordinare le diverse voci.

Assemblare un nonetto di musicisti eccezzionali, riprendere in mano le parti di The Birth of the Cool e proporre l’intero album dal vivo è un lavoro immenso, in grado di andare oltre l’apparente funzione museale di far ascoltare un disco coperto da oltre sessant’anni di polvere. Enrico Mianulli (contrabbasso e direzione) e la sua Cool Jazz Orchestra hanno fatto rivivere il suono, i temi e gli arrangiamenti del disco padre del cool jazz, in una prova di resistenza al tempo, con la libertà concessa dal vincolo della consapevolezza di tutti i successivi sviluppi in ambito jazzistico (ma non solo).

I solisti – in particolare il trombettista Giambattista Gioia, e i sassofonisti Luca Rizzo (alto) e Maurizio Leoni (baritono) – hanno saputo integrare gli arrangiamenti di Gil Evans e Gerry Mulligan con un fraseggio appartenente a linguaggi che, per ragioni storiche, non facevano parte del bagaglio culturale di Miles, Lee Konitz, John Lewis e dello stesso Mulligan.

A contorno di questo viaggio nel tempo, in cui si ha la possibilità di scrutare paesaggi e atmosfere di un’altra epoca conditi di anacronistiche contaminazioni, l’ambiente di Jazz al Popolo: la rassegna, arrivata alla sua quarta edizione, che riporta il jazz alla dimensione che storicamente più gli appartiene, quella popolare. Nella vivace cornice del CSOA Ex Snia, la libertà di espressione riceve una forte spinta dal basso, estranea alle logiche economiche che, troppo spesso, sottostanno alle iniziative culturali.

Prossimi appuntamenti
27/06 – Gianluca Figliola Organ Trio
04/07 – Enrico Bracco Quintett
11/07 – Bixi Big Band
 
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Autore

Lorenzo Guidi

Studente di Matematica all'Università La Sapienza di Roma, conduce la trasmissione Voyager 2 - Universo Jazz su Radiosonar.net

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