Fabrizio Arcuri | Ritratto di una capitale

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FLAMINIA BLOCCATA di Paravidino con Nigro-Mascino-Girotto.02
 
regia Fabrizio Arcuri
un progetto di Antonio Calbi e Fabrizio Arcuri
colonna sonora composta da Mokadelic
set virtuale Luca Brinchi, Roberta Zanardo/Santasangre e Daniele Spanò
L’ARCISPEDALE QUANDO SI FA L’ALBA di Valerio Magrelli, con Milena Vukotic e Lorenzo Lavia
FLAMINIA BLOCCATA di Fausto Paravidino, con Pieraldo Girotto, Lucia Mascino, Filippo Nigro
ROMA EST di Roberto Scarpetti, con Lucia Mascino, Fabrizio Parenti, Josafat Vagni
ANGELI CACACAZZI ovvero AH, COME STAREI BENE A VIVE SE FOSSI MORTO di Elena Stancanelli, con Sandro Lombardi e Roberto Latini
ALLA CITTÀ MORTA. PRIMA EPISTOLA AI ROMANI di e con Daniele Timpano e Elvira Frosini
ODIOROMA di Mariolina Venezia, con Anna Bonaiuto e Roberto De Francesco
produzione Teatro di Roma

29 dicembre 2015, Teatro Argentina, Roma

 

Un alternarsi di immagini rubate, composizioni sfumate che si affastellano come tante carte sugli schermi posizionati in tutta la spazialità del grande palco del Teatro Argentina, uno scorrimento casuale ma assolutamente ben orchestrato che ricorda il guardare distratto dal finestrino quando si rimane bloccati nel traffico della capitale. Fabrizio Arcuri, regista di Ritratto di una capitale – progetto creato con Antonio Calbi –, coordina con estrema attenzione il set virtuale – curato nei minimi dettagli da Luca Brinchi, Roberta Zanardo/Santasangre e Daniele Spanò – suscitando meraviglia e commozione in coloro che osservano questo montaggio di figure in movimento che Roma città regala. Questo si rivela essere una cornice poetica per contenuto e ritmo, all’interno della quale si creano gli spazi di azione delle sei scene che si alternano per tutta la durata dello spettacolo; la musica composta dai Mokadelic non solo accompagna questo avvicendarsi, ma evoca le atmosfere grigie e rarefatte in cui si perde la città eterna, creando sospensioni vibranti spesso stridenti, mescolate ad un’aura di sogno che si fonde con quella delle luci delle macchine che sfrecciano per le vie.

A poco a poco sembra che queste luci entrino nelle case, negli ospedali, sui vagoni della metropolitana, fra le macerie dei fori e per i vicoli del centro, in pieno giorno o a notte fonda, concentrandosi su figure che nella loro quotidianità si incontrano, condividendo uno spazio della città, raccontandosi vicendevolmente un pezzo di vita sul quale sfondo Roma troneggia. Il comune denominatore nella diversità di ciascuno sembra essere la città, che è indifferente, sprezzante, scomoda, rovinata e maleducata, ma anche sognante, antica, meravigliosa. Eterna, appunto. La bellezza dei racconti sta nel desiderio di continuare a sperare e desiderare un posto dove potersi fermare e costruire un po’ di sé, nonostante la sconfitta ricevuta.

ODIO ROMA di mariolina venezia con anna bonaiuto e roberto de francesco

I testi – ciascuno scritto da una mano diversa – raccontano vite che si sfiorano appena: i personaggi che li popolano hanno contorni sfumati, che sembrano appartenere a fantasmi che infestano la realtà di tutti i giorni. Parole che custodiscono angeli, capaci di illuminare la strada di qualcuno per caso, nascosti dietro mura spesse e che per una gentile concessione sono rese trasparenti, in modo da rivelarne l’umanità e la poeticità. La regia di questa complessa macchina scenica rende tutto scorrevole e fluido, niente stona e si è rapiti per tutte e due le ore e mezza di spettacolo.

Si esce con la consapevolezza che siamo spettatori, ma non solo dentro uno dei teatri più importanti della città, di fronte a quelle piccole/grandi storie raccontate, bensì costantemente, fra le vie di Roma, che sono il teatro di vicende al quale anche noi apparteniamo, che sono straordinarie ed eroiche. E tutti facciamo parte di quella continua lotta contro la solitudine, contro la sensazione di non appartenere e di sentirsi sprofondare sotto le macerie di una città spesso indifferente, che crolla e fa della sua decadenza la sua irresistibile bellezza.

 

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Autore

Ludovica Avetrani

attrice, danzatrice, curiosa. caporedattrice delle sezioni di teatro e danza. odia le maiuscole.

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