Roma incontra il mondo a Villa Ada: l'Orchestra di Piazza Vittorio

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Villa Ada incontra il mondo dell’Orchestra di Piazza Vittorio, l’ensemble musicale più rappresentativa della world music, in un concerto che dimostra il successo di dieci anni di attività.

 

Dove: Villa Ada, Roma

Quando: Venerdì 19 luglio

Line up:

Mario Tronco, Italia, direzione e Fender Rhodes

Evandro Cesar Dos Reis, Brasile, voce, chitarra classica e elettrica, cavaquinho
Sylvie Lewis, UK/USA, voce e chitarra
“Kaw” Dialy Mady Sissoko, Senegal, voce e kora
Carlos Paz Duque, Ecuador, voce e flauti andini
El Hadji Yeri Samb, Senegal, voce, djembe, dumdum e sabar
Ziad Trabelsi, Tunisia, oud e voce
John Maida, USA, violino
Gaia Orsoni, Italia, viola
Szusanna Krasznai, Ungheria, violoncello
Omar Lopez Valle, Cuba, tromba e flicorno
Fausto Bottoni, Italia, trombone e euphonium
Peppe D’Argenzio, Italia, sax baritono e soprano, clarinetti
Leandro Piccioni, Italia, pianoforte
Pino Pecorelli, Italia, contrabbasso e basso elettrico
Sanjay Kansa Banik, India, tabla
Raul “El Cuervo” Scebba, Argentina, marimba, congas, percussioni e timpani
Awalys Ernesto Lopez Maturell, Cuba, batteria e congas

 

info:

Sito dell’Orchestra

Programma di Villa Ada

 

ascolta:

Ena Andi 

Film completo sull’Orchestra di Piazza Vittorio 2006)

 

 

 

Diciotto musicisti provenienti da dieci paesi diversi, che parlano nove lingue diverse e che da dieci anni intrecciano suoni e culture diverse colorando i palchi da Piazza Vittorio fino a New York, Melbourne, Toronto, Helsinki.

Ma queste premesse non valgono, per l’Orchestra di Piazza Vittorio, sorta nel 2002 all’Esquilino, nel quartiere più multietnico di Roma: per comprenderne il valore è necessario ascoltare le testimonianze e le memorie trasmesse dalle sonorità mischiate, contaminate, arricchite delle melodie. Ogni passaggio nella musica ha una tessitura variopinta, mai scontata, in cui la tradizione etnica viene rivisitata di genere in genere.

Qui, stasera, prima della partenza per lo Womad Festival in Inghilterra, l’orchestra, diretta da Mario Tronco, propone frammenti poetici delle culture musicali individuali, ricucite dai ritmi e accompagnate da un pubblico sempre più coinvolto. Così dai battiti scanditi di Sahara Blues si arriva alla ballata Tughel, retta dall’incantevole voce della britannica Sylvie Lewis e accompagnata dolcemente dal suono della kora, suonata da “Kaw” Dialy Mady Sissoko.

Le percussioni e la voce sono i grandi protagonisti della serata, secondo sfumature inedite dovute alla ricercatezza degli elementi: dalle congas cubane alla marimba, dallo djembe fino al sabar, compongono la base su cui evolve il tracciato melodico vocale. Ne è esempio il brano Si dios fuera negro, intonato dalla bellissima voce di Carlos Paz Duque , che viene dopo lo spiritoso pezzo Gladiatore, storia ironica sul lavoro di Simon, intrattenitore turistico straniero a Roma. “Giapponesi, coreani, australiani, e americani”, Simon (interpretato da un bravissimo Omar Lopez Valle) snocciola le provenienze dei turisti che ogni giorno il suo personaggio di gladiatore romano incontra nei fori, quasi a tracciare il profilo di un altro tipo di straniero, che si confronta con una figura della romanità a sua volta non locale.

La voce del tunisino Ziad Trabelsi nel finale della serata apre il brano Ena Andi, tra i più conosciuti, strutturato in forma corale, partecipativa: si uniscono infatti all’oud di Ziad il violoncello ed il basso elettrico, tromba e trombone, su un tessuto ritmico pop di percussioni.

Il concerto si chiude con il festoso brano Caravan Petrol, riedizione di quello famosissimo di Renato Carosone, che funziona da abbraccio finale della festa più rappresentativa di questa edizione di Roma Incontra il Mondo 2013.

 

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Autore

Redazione

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