Per altri occhi

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Venerdì 4 ottobre, al Cinema Quattro Fontane di Roma, è stato presentato in anteprima per la stampa il docu-film Per Altri Occhi – Avventure quotidiane di un manipolo di ciechi. Alla proiezione è seguito l’incontro con il regista Silvio Soldini e due dei protagonisti della pellicola: l’imprenditore Giovanni Bosio e lo scultore Felice Tagliaferri.

Per Altri Occhi – Avventure quotidiane  di un manipoli di ciechi di Silvio Soldini e Giorgio Garini, ITA, 2013, 95’.

Soggetto: Silvio Soldini e Giorgio Garini.

Montaggio e aiuto regia: Giorgio Garini.

Immagini: Ramiro Civita e Silvio Soldini.

Suono in presa diretta: Giovanni Isgrò.

Musiche: Luca Casella, Gemma Pedrini, Gianluca Carlone e Petra Magoni.

Produzione: Lumière & Co, Ventura FILM, RSI. Radiotelevisione svizzera.

Con la partecipazione di: Enrico Sosio, Gianni Bosio, Gemma Pedrini, Luca Casella, Felice Tagliaferri, Mario Santoni, Aldo Grassini, Daniela Bottegoni, Claudio Levantini, Michela Marcato, Piero Bianco, Loredana Ruisi.

Quando ci si appresta a vedere un documentario incentrato sul tema dell’handicap e delle sue dinamiche all’interno la società è (cinicamente) lecito aspettarsi un’opera che punti principalmente a commuovere lo spettatore, con l’intento di sensibilizzarlo in merito a una certa problematica. È proprio in merito a questo immaginario che la nuova pellicola di Soldini – Per altri occhi– Avventure quotidiane di un manipolo di ciechi – si distingue e si evolve all’interno del suo stesso genere, rivelandosi come un docu-film di eccezionale impatto visivo ed emozionale, pur sfuggendo a qualsiasi forma di pietismo.

Silvio Soldini ha voluto mostrare spicchi di vita di un gruppo di non vedenti che ha saputo abbattere molte delle barriere fisiche e ideologiche innalzate dall’ handicap sulle loro vite. Gianni (imprenditore), Gemma (studentessa), Enrico (fisioterapista) e Felice (scultore) sono solo alcuni dei volti che si avvicendano nel racconto di storie che rifiutano ogni sorta di autocommiserazione per lasciare spazio a una commovente e determinata vitalità.

In pieno contrasto con lo stereotipo del cieco brancolante con bastone e occhialoni neri in perenne dipendenza da un cane guida, i protagonisti di Per altri occhi si mostrano come persone vive e autonome che, pur condizionati da un handicap gravissimo, non hanno rinunciato a studiare, lavorare, viaggiare e fare sport, rendendo straordinario ciò che per molti è quotidiano. Il regista ha lasciato esprimere tutti loro con interviste brevi e spontanee, senza calcare la mano sugli aspetti più drammatici della loro esistenza, sottraendosi a una fin troppo facile e remunerativa soluzione stilistica. Lo spettatore viene così guidato nel quotidiano di una diversità raccontata con l’evidente orgoglio di chi è riuscito a renderla un conquista frutto della caparbietà di chi rifiuta di farsi sconfiggere dalla natura.

Cinematograficamente, i momenti più suggestivi abilmente creati dal regista sono quelli in cui il buio degli occhi dei protagonisti cala a sorpresa sulla scena, precipitando lo spettatore in una claustrofobica immedesimazione.

Silvio Soldini racconta così l’esperienza che l’ha portato a dirigere questo straordinario documentario: «Questo film è nato dopo aver conosciuto Enrico, un fisioterapista non vedente. Le cose che mi ha raccontato durante le poche sedute che ho fatto con lui, la sua leggerezza, l’ironia, la capacità di vivere la propria vita, mi hanno profondamente colpito. Ho iniziato a indagare su questo mondo con Giorgio Carini, alla ricerca di altre persone che ci lasciassero entrare nelle loro vite, ci aiutassero a capire com’è possibile, senza vedere, fare tutto ciò che fanno. È stato un viaggio lungo due anni, pieno di stupore […] sono loro, le persone che non ci vedono, a far cambiare il nostro sguardo sulla vita e sul mondo…».

Il film verrà distribuito nelle sale per un evento unico il 9 ottobre 2013 volto a sensibilizzare il pubblico sulla “Giornata mondiale della vista” che si terrà proprio il giorno successivo.

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Autore

Nicola Salerno

Sceneggiatore e regista. Ha frequentato il Master in Drammaturgia & Sceneggiatura presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico e si è laureato in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l'Università La Sapienza di Roma con una tesi su INGLORIOUS BASTERDS di Quentin Tarantino.

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