Intervista a Lucamaleonte (prima parte)

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Il Teatro Palladium di Roma ospita le opere di Lucamaleonte, artista che coniuga la street art con la ricerca visiva sul mondo della scultura.

La sua mostra Archivio contemporaneo è una collezione che immobilizza lo stile classico per trasfigurarlo in linguaggio moderno.

Pensieri di Cartapesta ha intervistato l’artista su questo suo progetto.

Marianna Di Pilla: Il titolo della mostra è  Archivio contemporaneo. Qual è il suo significato?

Lucamaleonte: Io sono abbastanza fissato con le collezioni, con le serie di cose, e questa sarà la prima mostra, la presentazione di una serie perché mi piacerebbe creare un archivio di opere, di rovine di opere classiche, rielaborate secondo il mio stile e la mia estetica. Infatti i nomi dei quadri sono Reperto 0.1, Reperto 0.2…perché ho voluto usare un linguaggio da archivista, e l’intento è creare una collezione da aumentare nel tempo fino ad ottenere un corpo di opere che veramente sia una collezione di opere classiche e contemporanee. C’è il progetto di continuare questo tipo di lavoro per uno o due anni, e alla fine il corpus di opere si chiamerà Rovine.

M.D.P: Il protagonista della mostra è lo stencil, che è il tuo mezzo artistico privilegiato. Quali sono per te le sue potenzialità?

L: Fondamentalmente quello che interessa a me è portare lo stencil allo stremo e spremerne ogni possibilità estetica. La cosa bella dello stencil è che puoi fare veramente tutto. È come usare un pennello, per cui si può fare una cosa più grafica oppure una cosa fotografica.

M.D.P: Quindi secondo te è il mezzo più adatto in questo senso?

L: È il mezzo più adatto perché io non so usare l’olio, ed è quello che a un certo punto della mia vita ho deciso di imparare e che mi diverte. Probabilmente dipingere ad olio non mi divertirebbe come mi diverte questo.

M.D.P: Spesso gli artisti contemporanei preferiscono rompere con la tradizione del passato, mentre nei tuoi lavori parti da materiale classico. Da cosa è dettata questa scelta?

L: Io credo che sia importante conoscere il classico per poter rompere con esso. Molto spesso viene abbandonato senza nemmeno avere nozione di quello che è. Io penso di conoscerlo bene perché i miei studi sono stati questi, e anche perché se vivi a Roma lo respiri ovunque. Poi l’ho abbandonato in maniera forse un po’ adolescenziale, senza pormi problemi. Adesso sono tornato indietro perché la base del nostro gusto estetico è costruita su questo, ed è quindi normale che ad un certo punto ci si ritorni. Forse tra dieci anni cambierò di nuovo e inizierò a fare cose astratte.

M.D.P: Ci sono artisti o correnti artistiche che hanno ispirato la tua produzione?

L: A dire la verità mi ispira tutto, nel senso che ho studiato storia dell’arte abbastanza bene e le influenze vengono da qualunque cosa, se sei pronto a percepirle. Sicuramente l’arte classica mi ispira molto, ma in realtà mi interessano molto anche l’estetica medievale e il neoclassicismo.

 

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