Avedon| Beyond beauty

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Dovima with Elephants, at Cirque D'Hiver, Paris, August, 1955

AutoreRichard Avedon

TitoloBeyond Beauty

Luogo: Gagosian Gallery, via Francesco Crispi 16

fino all’11 aprile

Sino all’11 aprile la Gagosian Gallery offre la possibilità di ammirare le opere del fotografo statunitense Richard Avedon; la retrospettiva dal titolo “Avedon: Beyond Beauty” presenta i più rappresentativi scatti di moda e ritratti iconici femminili realizzati dall’artista, dagli anni ’40 sino ai nostri tempi. Dall’allestimento – come sempre – impeccabile, la mostra si palesa come un viaggio nella storia della moda e non solo; le fotografie di Avedon raccontano l’evoluzione dell’immagine femminile, da Marlene Dietrich che indossa un turbante Dior e si accende una sigaretta di fronte all’Hotel Ritz di Parigi a Malgosia Bela, che posando con i gioielli di Tom Binns figura come il robot di una Metropolis del 2000.

Marlene-Dietrich

Partito a 19 anni per arruolarsi come soldato nella seconda guerra mondiale, il compito di Avedon fu quello di scattare foto identificative; lui stesso affermò: «Penso di aver ritratto centomila volti prima di diventare un fotografo» . Successivamente lavorò per riviste quali Harper’s Bazaar, Vogue, The New Yorker, rivoluzionando la fotografia di moda: Avedon realizzò buona parte dei suoi scatti fuori dagli studi di posa, scegliendo luoghi inusuali come ad esempio le strade di Parigi. E in questi posti non convenzionali, anche le modelle uscivano dagli schemi; così Dovima indossa con estrema classe un vestito Dior, circondata da due elefanti, Veruschka veste Giorgio di Sant’Angelo posando di fronte all’obiettivo come una contorsionista e ancora Elise Daniels contrappone un abito di Balenciaga alla performance di un artista di strada.

Un modo totalmente nuovo di descrivere la bellezza, che appartenesse alle modelle, alle attrici o a persone sconosciute Avedon fu abile ad immortalarla senza per questo trascenderla; con i suoi scatti l’artista narrò ciò che vedeva, soffermandosi sulla superficie delle cose, quali capi d’abbigliamento e accessori; non aveva alcun interesse ad andare oltre. Come affermò lo stesso Avedon: «Ho molto fiducia nelle superfici. Una buona superficie è piena di indizi».

A chiudere il percorso espositivo ci sono 24 immagini a colori pubblicate dal New Yorker e intitolate In Memory of the Late Mr. And Mrs. Comfort (1995), in cui la modella Nadja Auermann posa accanto ad uno scheletro, interpretando una storia macabra alla Tim Burton. Tale serie di scatti va in netto contrasto con le immagini in bianco e nero presenti nelle prime sale, mantenendo pur sempre una costante: la bellezza e la sua manifestazione.

 

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Autore

Carmen Capacchione

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