DALL'ESSENZIALITA' ALLA DEMATERIALIZZAZIONE DELL'OGGETTO: LA RIVOLUZIONE CONCETTUALE

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Francesco Poli racconta gli anni ’70: in un monologo interessante e denso di particolari ci conduce in un passato non troppo distante, nodale per comprendere la svolta nella storia dell’ arte.

Dall’oggetto si passa all’idea, dal concreto si raggiunge l’astratto: l’Arte Concettuale si esplica come antidoto alla Pop Art che in quegli stessi anni agiva per ridicolizzare le aberrazioni della società di massa e finiva per esserne il prodotto. L’obiettivo finale è lo svincolamento dall’oggetto: il soggetto transita dalla forma al contenuto.

L’autenticità delle opere d’arte è negata, o perlomeno è trasferita alla sua essenza.

Francesco Poli introduce l’argomento parlando di Duchamp, di quanto la sua attività sia stata fondamentale negli anni ’70 per questo nuovo modo di intendere l’arte, per questa tendenza alla relativizzazione della realizzazione definitiva e alla focalizzazione sul processo mentale e intellettivo. Si tratta di una forma di comunicazione volutamente antiartistica in cui l’oggetto diventa così poco importante da sparire o comunque da ridursi a idea.

Tale inclinazione si esprime nella sua forma più radicale in Inghilterra, anche se non mancano artisti europei e in particolar modo italiani. Nonostante in Italia non si sia sviluppata una vera e propria tendenza concettuale possiamo citare artisti che rientrano a pieno titolo in questo contesto; tra i maggiori troviamo Paolini la cui spiccata sensibilità mentale e la particolare attenzione all’analisi dello spazio della visione gli permettono la creazione di opere intellettualmente affascinanti ed enigmatiche. Nel Giovane che guarda Lotto lo sfalsamento spazio-temporale  è ben visibile; l’opera sta nell’occhio di chi la guarda cosicché ognuno può diventarne l’artista nel momento in cui la visualizza.

Boetti è l’altro artista italiano iscritto nel gruppo concettuale, seppur la sua attività, così profondamente ludica, si distacca dal severo rigorismo anglosassone. È un inventore di schemi nuovi e combinazioni leggere che stimolano la riflessione sul senso dell’esistenza. Nelle sequenze di francobolli, ogni volta diverse, applicate alle lettere e inviate a vari destinatari, Boetti dimostra come la banalità dell’elemento in questione possa diventare il dispositivo che innesca un pensiero, l’idea del viaggio nello spazio. Il suo è un concettualismo ludico, sottovalutato negli anni ’70 e fortemente apprezzato in epoca postmoderna .

Il tutto non esclude risvolti politici e sociali, che coinvolgono appieno tale tendenza: il concettualismo assume una posizione polemica nei confronti di quel consumismo capitalistico dilagante in quegli anni, lo critica minimizzando l’oggetto consumistico cosicché si delegittima la società che su esso si fonda.

Dunque il concettualismo, accanto ad una pungente opposizione politica, evidenzia la volontà di proporre una nuova ricerca espressiva in cui l’arte non si identifica più con l’oggetto, bensì con l’idea; la storia dell’arte diventa storia di idee.

GLI ANNI SETTANTA E IL CONCETTUALISMO ITALIANO

Francesco Poli, auditorium del MAXXI, 17 dicembre.

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